
Un vecchio slogan diceva che i figli allungano l’esistenza. Che lo si intenda nel senso che ringiovaniscono lo spirito o che pospongono la morte attraverso la conservazione della specie, nessuno può negare che siano la quintessenza della vita. Nel sentire storie di bambini e ragazzi prematuramente scomparsi viene da pensare, anzi da urlare, che il naturale decorso delle cose è che i genitori lascino per primi questo mondo, non il contrario. Quando a strappare un figlio alla vita è la violenza, poi, al dolore si assomma una cupa disperazione, che annichilisce ancora di più perché estingue quell’esile appiglio che rende la morte un evento naturale (come una malattia o un cataclisma) e per ciò stesso da mettere in conto. Storie come quelle della strage di Beslan, dove morirono per mano dei terroristi ceceni quasi duecento bambini, la barbara uccisione del piccolo Giuseppe di Matteo, poi sciolto nell’acido, il misterioso omicidio di Yara Gambirasio o la più recente vicenda della bomba di Brindisi, sfuggono alla casistica del possibile, confinandosi nel perimetro dell’imprevedibile, dell’inconcepibile. Come può un genitore immaginare che la vita del proprio figlio possa da lì a poco interrompersi? La mattina lo svegli; lo guidi fuori dal letto; lo osservi, mentre ancora assonnato fa colazione; lo baci, o semplicemente lo accarezzi, quando lo lasci davanti alla scuola. Anzi, quando lo ”consegni” alla scuola. Neanche viene da pensare che non lo sentirai più parlare, respirare, che non avvertirai più la sua presenza viva, così palpabile anche quando era chiuso nella sua stanza a baloccarsi con i mille pensieri dell’adolescenza. L’apprensione, è vero, non lascia mai un genitore, ma è più per il timore di un futuro diverso da come lo si vorrebbe: quanti di noi desiderano che i propri figli siano felici, che possano, da grandi, ben accasarsi e sistemarsi e diventare, a loro volta, genitori appagati, così, a chiudere un cerchio che da sempre si ripete, eterno, naturale, come le stagioni, anche quelle della vita? Purtroppo ci sono eventi che sfuggono a questo correre inesaurito delle cose, che piombano nelle esistenze umane come macigni, che lacerano le mille speranze che i genitori covano dentro di sé. Eventi che non dovrebbero, in un mondo normale, accadere, ma che, purtroppo, si ripetono, quasi a confermare che la natura umana sfugge ad ogni classificazione, che il sonno della ragione è sempre lì, pronto a prendere il sopravvento. Nel vedere, chino sulla bara della figlia, attonito, il padre della giovane ragazza uccisa a Brindisi, tornano alla mente immagini già osservate decine di volte.
Forte è la voglia di vendetta, più che di giustizia. Difficile è perdonare.















Il programma della lista PD-Sinistra VdA
Programma elettorale della coalizione PD-Sinistra, Alpe, Uvp
12 donne, 5 “under 30”, 9 indipendenti per una lista di cambiamento 






