Il 25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione d’Italia dall’occupazione dall’esercito tedesco e dal governo fascista avuta luogo nel 1945. Dopo la liberazione d’Italia dai nazifascisti i gruppi politici della Resistenza hanno ricostruito il nuovo stato italiano e l’autonomia nella nostra regione. Uomini e donne di tutte le età hanno combattuto e sono morti allora, per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo come italiani e come valdostani. Ogni anno quindi, in diverse località della Valle d’Aosta, sono organizzati cortei e manifestazioni per festeggiare e ricordare la festa della liberazione, ma tutto questo è sempre più difficoltoso vuoi per questioni economiche, ma soprattutto per ragioni politiche. L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza, ma alcune istituzioni dove sono? Perché oltre a portare i ragazzi a visitare le foibe e i campi di concentramento non fanno loro conoscere loro luoghi della memoria come Perloz, la Morgnetta, Amay o Trois-Villes? Perché per la festa dell’autonomia la Valle d’Aosta è tappezzata di manifesti e invasa da iniziative e il 25 aprile no? Perché la piazza centrale di Aosta, dedicata peraltro a un martire della Resistenza, proprio in quella data è ingombra di padiglioni e in programmazione si mettono i giochi da tavolo anziché una tavola rotonda con i partigiani ancora esistenti? Perché qualcuno propone di spostare questa festa al 28 aprile, giorno della liberazione di Aosta, e magari a maggio a Verres, dimenticando che questa data è stata assunta quale giornata simbolica della liberazione dell’Italia intera dal regime fascista? Perché annacquare anche la proposta di legge del PD sulla valorizzazione del patrimonio storico-culturale dell’antifascismo e della Resistenza? Io naturalmente alcune risposte credo di averle… e il 25 aprile sono stata accanto ai partigiani e al vice presidente nazionale dell’ANPI Alessandro Pollio Salimbeni non per una semplice commemorazione del passato; ma per dar vita a una “nuova”, pacifica nei mezzi ma determinata e quotidiana, Resistenza, per tornare a esprimere valori di libertà, democrazia, equità e giustizia. I partigiani trovarono il coraggio di fare quella scelta; ora tocca a noi! .
















Il programma della lista PD-Sinistra VdA
Programma elettorale della coalizione PD-Sinistra, Alpe, Uvp
12 donne, 5 “under 30”, 9 indipendenti per una lista di cambiamento 






