Per il Casinò di Saint-Vincent il 2011 si è chiuso con un risultato “negativo e umiliante”; Regione e dirigenza “dicano con onestà intellettuale la realtà dei fatti” e preparino “un piano di rilancio per non ripetere il tracollo dello scorso anno”. È durissima la presa di posizione dei sindacati regionali SLC-CGIL, FISACSAT-CISL e UILCOM sui risultati di gestione del 2011 della Casa da Gioco di Saint Vincent: “i dati resi noti nei giorni scorsi dimostrano inequivocabilmente come le previsioni del piano industriale 2009-2011 non siano state rispettate. Si registra, infatti, uno scostamento in negativo degli introiti (appena 95 milioni), che fa sprofondare il Casinò ai livelli del 2009 quando gli introiti di gioco furono 94.471.171 euro. Se raffrontiamo, poi questo dato con ciò che la casa da gioco prevedeva di incassare nel 2011, la differenza in negativo diventa abissale, attestandosi a ben 21 milioni di euro in meno”. I sindacati poi ricordano alcuni dati relativi agli incassi da gioco, passati da 142 milioni del 2004 (Campione d’Italia incassò 121 milioni di euro e Sanremo 103 milioni di euro) a 95 milioni del 2011: “Saint-Vincent ha così perso il 32,4% in dieci anni. E non servono certo le affermazioni autoconsolatorie della dirigenza della Casa da Gioco che si diletta a fare raffronti sul biennio 2009-2010 o ad affermare di essere il casinò che va meno peggio degli altri, per sentirsi rassicurati”.
SLC-CGIL, FisascatCISL e UILCOM “non si sentono affatto tranquillizzate. Non lo sono per il sostanziale fallimento del piano industriale e per le conseguenze che ciò potrebbe produrre nell’immediato futuro con possibili ridimensionamenti nei suoi reparti di gioco e di conseguenza sull’occupazione. Gli investimenti realizzati finora non hanno portato i benefici attesi. Per ciò che riguarda le presenze, se è vero che vi è stato un incremento complessivo del 3,39 per cento sul 2010, va precisato che 63.576 ingressi sono da imputare ai valdostani. Infatti, non tenendo conto dei residenti, gli ingressi nel 2011 sono diminuiti del 2,7%, pari a 15.800 clienti provenienti da fuori regione”. La crisi economica e le norme di limitazione dell’uso del contante “possono aver condizionato i pessimi risultati del 2011” ma secondo i sindacati “non si può imputare esclusivamente a questi elementi un risultato così negativo. Vi sono precise responsabilità che attengono alla gestione della Casa da Gioco che non possono essere nascoste o trovare giustificazione in fattori esterni. C’è nelle politiche aziendali un evidente e preoccupante cambio di strategia che sembra considerare le attività di gioco qualcosa di residuale o accessorio rispetto agli investimenti al Grand Hotel Billia e al Centro Congressi. Tagliare ulteriormente i costi sul personale, come su altri capitoli, fa scadere inesorabilmente la qualità, producendo l’abbandono della casa da gioco di Saint Vincent dei clienti più esigenti e con grandi capacità di spesa”. Concludono i sindacati: “la dirigenza del Casinò abbia il coraggio di dire con onestà intellettuale le cose come stanno e indichi con chiarezza quali saranno gli interventi per evitare che si ripeta il risultato negativo ed umiliante del 2011. Il Casinò dia segnali chiari: meno supponenza da parte aziendale e corrette relazioni sindacali sono elementi indispensabili per ripristinare un clima costruttivo. Ne hanno diritto i lavoratori, il loro futuro e la loro azienda che, negli ultimi due anni non ha perso solo introiti, ma oltre 200 posti di lavoro”.















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