
Sento un vago malessere che alimenta un sentimento di precarietà e di insicurezza. La generosità e l’intelligenza sono sempre più spesso offuscate dalla paura e dalla solitudine, mentre l’illusione dell’autosufficienza genera modelli decisionali deboli. Mi sembra che ruoli ed identità siano prossimi alla disgregazione. Valori come solidarietà, altruismo, rispetto, non-violenza si sono affievoliti e hanno lasciato spazio a relazioni aride e strumentali che hanno prodotto esclusione ed indifferenza. Una visione catastrofica – direte voi – in un momento nel quale occorre invece investire nella generazione di rapporti di solidarietà attiva. In effetti, a parte una buona dose di pessimismo, lo scenario non è esaltante e la politica dà un’ulteriore sferzata al tentativo di superamento di questa mancanza di senso comune. Eppure il rafforzamento delle abilità di relazione e di cooperazione – affiancato ad una nuova attenzione rivolta alle emozioni proprie ed altrui – può diventare il terreno di coltura per sviluppare la risposta alla domanda di senso che oggi la nostra comunità si pone. Questo è quanto sostiene lo psicologo spagnolo Robert Roche Olivar che, parlando di intelligenza pro sociale, illustra quell’insieme di comportamenti che agiscono su una dimensione di convivenza civile e che non necessitano di un quadro normativo per essere agiti da cittadini responsabili. Quello della cittadinanza consapevole, d’altra parte, è una questione chiave del nostro tempo, una dimensione che coniuga lo sviluppo del singolo con la promozione della comunità, che influisce sulla vita quotidiana e sulle grandi scelte politiche nel tentativo di legarle a valori come sviluppo sostenibile, multiculturalità, rispetto dei diritti umani, legalità e solidarietà. La teoria pro sociale fa emergere una rinnovata consapevolezza circa le possibili conseguenze delle proprie azioni, nuovi modelli regolativi dell’agire e nuovi doveri di cittadinanza e poggia i propri presupposti su una cultura della comprensione e della responsabilità reciproca che garantisce se stessi e il prossimo. L’interesse è posto in particolare sulla creazione di spazi di ricerca e di confronto e sulla pianificazione di percorsi fondati su relazioni costruttive che orientino verso comportamenti socialmente adeguati, piuttosto che concentrare l’attenzione verso la riduzione o l’estinzione di azioni socialmente inadeguate. Ma per fare questo occorre partire dalla politica, intesa come il luogo più prossimo al cittadino, uno spazio comune nel quale le persone, singole ed associate, possano riscoprire il valore educativo, sociale, politico ed economico dell’essere comunità unita dal vincolo della cittadinanza.

















Il programma della lista PD-Sinistra VdA
Programma elettorale della coalizione PD-Sinistra, Alpe, Uvp
12 donne, 5 “under 30”, 9 indipendenti per una lista di cambiamento 






