
Elezioni regionali:
la parola ai candidati
L’entusiasmo: il più bel regalo della campagna elettorale
Una campagna elettorale nasce principalmente per il voto, ma non solo: sopra ogni cosa deve creare delle nuove consapevolezze, attraverso l’ascolto di chi si contatta, portatore di istanze, di plausi e di critiche e questo trovo interessante condividere.
Così è successo di prendere atto del fatto che la situazione economica odierna nazionale ha portato gli elementi tradizionali della sinistra a guardare con sospetto scelte di improbabili alleanze governative, mentre, di contro, intere classi sociali finora assenti dalle tradizioni del PD si sono voltate guardare verso di noi, deluse dal fallimento evidente della politica berlusconiana, con un misto di speranza ma molta critica, con astio spesso verso diritti di alcune classi di lavoratori, faticosamente conquistati proprio grazie alle lotte della sinistra, purtroppo a volte magari mal gestiti.
Istanze portate alla luce nelle recenti primarie ma in modo troppo poco approfondito e senza aver avuto il tempo di effettuare un’analisi ed un progetto sociale condiviso, senza gli incontri tra classi sociali necessari per sfogare le incomprensioni che sempre nascono nei momenti di difficoltà, per poi recuperare il rispetto reciproco e ripartire fieri di una sinistra capace di estendere il concetto di difesa del lavoratore a tutte le classi di lavoratori. Una sinistra capace di creare diritti di base validi per tutta la comunità, senza parassitismi ma garantendo condizioni di eguaglianza vera, crescendo per andare oltre alle situazioni di conflitto che hanno portato alla nascita del comunismo ma tenendo ben presenti e salde le radici di lotta alle ingiustizie sociali che sono state il nostro cuore. Radici necessarie per far capire che i diritti si sono guadagnati con enormi sacrifici e che un gioco egoistico di chiusura e difesa non resiste al cambiamento portato dalla globalizzazione dove nuovamente si riproduce oggi lo scontro tra classi di lavoratori diversamente tutelati nel mondo.
Cosa ha che fare questo con i recenti accadimenti regionali? Una campagna elettorale regionale in Valle d’Aosta svolta in un partito nazionale ha un significato: essere l’anello di congiunzione tra l’inclinazione regionalista ed il mondo esterno. Non solo per favorire la consapevolezza della situazione italiana ed internazionale nella Valle, ma anche per portare le esigenze della Valle a Roma e in Europa, ricordando in quelle sedi che la sinistra in cui crediamo lotta per la valorizzazione di ogni capacità e risorsa, a prescindere dalla grandezza numerica dei rappresentati. Istanza anche questa fortemente presentata dai Valdostani, che si esplicita nella forte inclinazione verso i partiti di origine regionale, la cui immagine viene vissuta come un qualcosa che in teoria dovrebbe garantire una maggiore attenzione verso la nostra regione rispetto al partito nazionale vissuto come un mare troppo vasto. Spunti di riflessione questi che sono, a mio parere, una delle basi su cui riflettere per interpretare il risultato del voto e per capire che genere di lavoro impostare con il gruppo creatosi in campagna elettorale, per esempio creando incontri a tema aperti a contatti con esponenti del mondo lavoro, della cittadinanza, per poter proseguire le occasioni di ascolto e tradurle in proposte e progetti che costruiscano una vera relazione duratura tra i nostri rappresentanti e i rappresentati, per dimostrare che siamo in grado di prestare orecchio alla storia e che siamo solidi nelle nostre idee. L’entusiasmo c’è: è il più bel regalo della campagna elettorale.
Un anno (quasi)
vissuto pericolosamente
Le elezioni regionali appena concluse hanno segnato per me la fine di quasi un anno di campagna elettorale. Una fatica fisica e psichica notevole, soprattutto visto che era la prima volta! Quest’ultima tornata delle regionali non ha segnato la fine dell’autonomismo fine a se’ stesso, purtroppo, ma ha dato un’ulteriore spallata al regime dell’uomo solo al comando, e questo è un gran bel risultato! È stata un’esperienza molto coinvolgente ed un esperimento riuscito, mettere insieme, in totale controtendenza, varie anime della “sinistra” ha sparigliato non poco le carte. Probabilmente meno eclatante, dal punto di vista mediatico, è stato dare spazio a quelle che sono state chiamate “istanze civiche” nelle quali mi riconosco, vuoi perché fuori da Pont Saint Martin hanno dimostrato più volte di contaminare efficacemente un Pd dato altrimenti per morto, vuoi perché la scelta di appoggiare con la nostra presenza individuale entrambi i partiti che hanno contribuito attivamente al referendum non poteva che diluire il risultato personale.
L’impegno non finisce qui. Ben 15 consiglieri eletti fanno parte di liste che hanno sottoscritto il documento di ValleVirtuosa; alcuni esponenti della nuova (?) maggioranza dicono di voler rispettare il risultato referendario, quello è scontato, è legge, si rispetta. Punto. Il documento si spinge molto più in là, forse chi non l’ha firmato non l’ha letto con attenzione…. pone delle linee guida per portare la valle fuori da uno dei penosi record del quale qualcuno va fiero e diventare finalmente una regione virtuosa che tende a rifiuti zero!
Il mio impegno personale andrà anche a ribaltare un altro orrendo primato regionale, quello della scarsissima rappresentanza femminile nelle istituzioni. Mi si perdonino il paragone e la semplificazione eccessiva ma essendo una donna posso farlo, almeno il paragone, per la semplificazione porto a giustificazione la mia scarsa o nulla cultura partitica
. Dire che le donne devono farcela da sole perché non sono cretine e quelle in gamba non hanno bisogno di “aiutini” è stupido e capzioso come dire che in valle la raccolta differenziata non decolla perché c’è un problema culturale dei valdostani! Il problema è politico, e di relativamente facile soluzione ma per entrambi i problemi, finora, nessuna intenzione di affrontarlo. Nel primo caso si parte dall’abolizione delle tre preferenze a favore di una sola, nel secondo dalla raccolta dell’umido. In tutti e due le conseguenze saranno immediate, benefiche e andranno al di là del risultato che ci si prefigge. Certo, la preferenza unica ha bisogno di un tasso di convincimento molto molto elevato in chi la porta avanti…
Insomma, il meglio è ancora tutto da venire!















Il gruppo PD-PSI sottolinea le possibili ricadute dell’impugnativa
Il risultato ci interroga sul significato di questa proposta politica a livello regionale
Documento dell’Assemblea dell’Associazione Pendolari Stanchi 






