
La democrazia costa
Anti- e Contro
Un tempo imperversava l’anti-B; ora il Paese è infiammato dall’anti-politica, che sarebbe più corretto definire anti-partitismo, meglio ancora anti-schifo dentro i partiti e dentro il sistema politico-finanziario. Una volta c’era la sinistra contro la destra; oggi c’è un governo che, per salvare il salvabile, ha introdotto misure di pressione fiscale al limite della sopportazione e sta così rischiando di diventare il governo “contro la gente”. Come se non bastasse, ci sono gli scandali di una classe dirigente che per anni ha agito contro le nostre aspettative di competenza, onestà e trasparenza; che ha trasformato la politica da servizio alla comunità a vantaggio personale, contro il mandato degli elettori e i principi della democrazia. Ad aumentare il malessere degli schieramenti “l’un contro l’altro” mobilitati, è intervenuto il tradimento dei partiti nei confronti degli elettori: da quando i vertici di partito hanno scippato ai cittadini la facoltà di scegliere le persone che ci amministreranno; e da quando si è aggiustato “per legge” l’esito del referendum sul finanziamento ai partiti. A questo si aggiunge l’esasperazione dei cittadini virtuosi (obbligati a pagare le tasse in quanto lavoratori dipendenti o tanto coscienziosi che le tasse le pagherebbero comunque) contro i furbi sistematici, che dal bene pubblico attingono a piene mani senza contribuirvi in modo proporzionale. alle proprie possibilità.
Forse è proprio questo principio ad essersi disintegrato nella nostra società: il concetto che ognuno debba guadagnare dal proprio lavoro -e poi contribuire al funzionamento del paese- in modo equo e adeguato alle proprie competenze, al proprio ruolo, alle proprie possibilità reali.
Forse in questa direzione va la decisione della giunta del Comune di Calalzo (BL) che dal novembre scorso, con decisione unanime, ha rinunciato ad Equitalia per le riscossioni coattive dei crediti per conto del Comune (anticipando l’applicazione di una legge che, dal gennaio 2013, obbligherà tutti i municipi a fare lo stesso). Allo steso modo tanti piccoli e grandi Comuni italiani virtuosi hanno iniziato dal basso la riforma del carrozzone-paese attraverso buone pratiche in ambiti diversi (dalla solidarietà sociale, all’ambiente), che hanno migliorato la vita delle loro comunità.
Questa è la via: fare piazza pulita dei politici corrotti e/o incapaci (non necessariamente entrambe le colpe sono presenti in contemporanea nello stesso individuo!), salvaguardando e potenziando la politica pulita. Occorre ripartire dai successi e lavorare sodo PRO bene comune.















Deve tracciare la strada del recupero della solidarietà organizzata.
Proposta del PD: sconti sul modello di Bolzano e Friuli
Attivato il sito del gruppo “Insieme per Pont-Saint-Martin” 






